
Quando un organismo è immerso in un campo elettromagnetico avviene un’interazione nota come “effetto biologico”. Non bisogna necessariamente associare all’”effetto biologico” un danno.
Il problema può sorgere quando tale effetto supera la capacità di compensazione dell’organismo.
E’ opportuno considerare che il livello di emissioni di un dispositivo wireless conforme alle direttive stabilite dall’IEEE (Institute of Electrical and Electronic Engineers) è notevolmente inferiore all’emissione generata da dispositivi di uso comune.
Un comune terminale GSM emette infatti una potenza che può arrivare e superare i 600mw, mentre un apparato UMTS emette una potenza del 20% inferiore.
A titolo di confronto un apparato Wireless difficilmente supera, in condizione di uso normale, i 17 dBm (circa 50mW) essendo di fatto oltre un ordine di grandezza inferiore.
Già queste considerazioni puramente energetiche dovrebbero tranquillizzare circa ogni eventuale dubbio.
Va inoltre considerato che l’uso del cellulare avviene ad una distanza tipica di qualche centimetro e dunque, essendo l’antenna di tipo isotropica, metà della potenza trasmessa attraversa la testa dell’utilizzatore e crea un effetto “riscaldamento” avvertibile soprattutto nei tessuti superficiali.
Nel caso di un apparato wireless possono presentarsi 2 casi diversi:
| Apparato | Potenza Emessa | Angolo di Visuale | Potenza Effettiva |
|---|---|---|---|
| Wireless IEEE802.11b/g | 50mW | 1/15 | <5mW |
| Cellulare GSM | 600mW | 1/2 | Circa 300mW |
| Cellulare UMTS | 500mW | 1/2 | Circa 250mW |
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